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Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
"Cataldo Agostinelli"
Via Ovidio s.n.
Ceglie Messapica

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Simbolo della Republica Italiana

DIRIGENTE SCOLASTICO Prof. Francesco Caramia

Progetto Città Sostenibile a. s. 08-09

Via Chiesa


EDUCAZIONE AMBIENTALE

“LA CITTA’ SOSTENIBILE: SAPERSI MUOVERE NELLO SPAZIO”

Ceglie Messapica (Br)

Via Chiesa

1.   Posizione e orientamento.

Via Chiesa è una delle vie del centro storico sulla quale si fronteggiano due testimonianze della storia della nostra città: il castello e la Chiesa Matrice. E’ orientata da nord a sud.

mappa

2.  Il nome.

La via prende il nome dalla Chiesa Matrice.

La vecchia Chiesa, quella altomedioevale, fu ristrutturata (reparavit) tra il 1521 e il 1525, fin dalle fondamenta (funditus), al tempo dei coniugi Aurelia e Giovanni Sanseverino i quali vollero fortemente quell'opera, con il contributo dell’Universitas (odierno Comune) e di tutto il popolo cegliese. A ricordo di quell’impresa fu collocata sulla facciata del Tempio una lapide. La Chiesa fu dedicata a Santa Maria Assunta. Era l’unica chiesa cegliese dove veniva celebrato il sacramento del battesimo, perché la sola con il Fonte battesimale, la sola parrocchia della città.I coniugi Sanseverino erano originari di Saponaria, poi Saponara, quindi Grumento Nova in provincia di Potenza. Quella città era il feudo prediletto di quel ramo non meno importante dei Sanseverino. I personaggi più in vista di quel Casato furono, per la maggior parte, tumulati tutti nella Cappella della famiglia nella città in argomento.

castello

A quei tempi, non c’erano ancora i cimiteri, si usava perciò tumulare all’interno delle chiese. Le famiglie agiate e il Clero facevano costruire le Cappelle (gli altari laterali) dove poi riservandosi lo jus Patronatus vi seppellivano i loro cari, mentre la gente comune veniva interrata in cimiteri allestiti, di norma, all’esterno delle chiese, o sotto il pavimento dello stesso Tempio. in questa nostra Chiesa Madre fu sepolto, nell’ottobre del 1602, Fabrizio Sanseverino e nel 1641 anche la duchessina Isabella Noirot, giovane moglie del Duca don Diego Lubrano. Il Duca don Diego, nel 1630, aveva fatto costruire nel Chiesa Madre, a sue spese, una Cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova, Patrono della Città, riservandosi lo Jus Patronatus, ossia il diritto di farsi ivi seppellire.
Le esigenze della popolazione intanto erano cresciute, quindi, anche la chiesa fu progettata e costruita più grande e più bella, così come noi la vediamo oggi. Fu pertanto decisa la costruzione di una nuova Basilica con il contributo volontario di tutti i cittadini di ogni ceto sociale. Il Tempio fu consacrato, nel 1789, dal vescovo di Oria, Alessandro Maria Kalefati, il quale diresse quella Cattedra dal 1789 al 1794, durante il regno di Ferdinando IV di Borbone.La Chiesa è un edificio a croce greca con cupola che custodisce alcuni dipinti di Domenico Carella tra cui una Cena biblica con veduta prospettica di Ceglie fine ‘700, l’Ultima Cena, l’Assunta, la Madonna della Grazia con Bambino tra i Santi genuflessi Vincenzo di Paola e Filippo Neri.Un altro elemento importante presente nella via è il castello ducale.Il castello ha visto un susseguirsi di famiglie dai Pagano, ai Drimi, dai De Persona, meglio noti come de Matina, dal feudo Matino in provincia di Lecce, ai De Tuzziaco, ai Pipino, ai Scisciò, Brancaccio, Dentice di Saponara, Sanseverino, Pignatelli di Marsico Nuovo, Lubrano, Sisto y Britto, Verusio, odierni proprietari. Il Centro del Borgo medioevale di Ceglie Messapica è il castello ducale che con la sua torre quadrata, imprigionata recentemente da cinture metalliche, domina sulle pianure circostanti. Non abbiamo alcuna notizia certa di quando sia stato costruito sappiamo solo, che nell'anno 1100 era abitato dalla famiglia Pagano. La costruzione è composta da un torrione, alto intorno ai
35 metri, di concezione, stile e fattura normanna.
Completano il fortilizio tre torri di forma circolare, di stile aragonese, una delle quali collocata nei giardini degli appartamenti lungo il perimetro esterno. Il maniero fu ingrandito tra il 1250 e il 1300 con le costruzioni addossate alla torre di cui sopra e quindi furono aggiunte al complesso, in punti strategici, le torri rotonde laterali, ritenute idonee alla difesa oltre che all'osservazione. Il perno del fortilizio era, dunque, quel torrione. La fortificazione, così come ci appare oggigiorno, risulta molto più idonea alle esigenze belliche medioevali più che rinascimentali. Se riteniamo giustificata la data di costruzione ipotizzata (1070-1100), il merito di quella maestosa struttura non può essere attribuito ai Sanseverino, essi difatti arrivarono a Ceglie circa quattro secoli dopo (1484, Antonella Dentice, moglie  di Tommaso Sanseverino). Monumentale davvero quella torre quadrata, sulla cui sommità fu installato, nel 1874, un punto trigonometrico, tra l'altro, ben visibile da Piazza Plebiscito. In quel punto sono registrate le coordinate geografiche di Ceglie: 17° 31' 00''  long. Est - 40° 38' 43'' lat. Nord. Dall'alto della costruzione si può osservare tutto il basso Adriatico e il Canale d'Otranto. Una vedetta posta sul quel manufatto poteva scrutare l'avvicinarsi di imbarcazioni saracene. Un ampio portale ad arco a tutto sesto con volta ad ogiva, immette nel cortile lastricato del castello. All'interno dell'ingresso, a destra, a qualche metro dal portone, una piccola rampa di scale conduce in alcuni locali con una veranda che si affaccia sul sagrato della Chiesa Madre. Nel cortile, a destra quasi sotto la scalinata di rappresentanza un portone porta nelle scuderie, dove non molti anni fa, erano ben visibili le greppie per i cavalli e più all'interno gli alloggi per il personale addetto. A sinistra, sempre nel cortile, una ripida scala addossata alla parete della torre conduce agli appartamenti posti sull'ingresso. Anche questi, con una veranda a triplice arco, si affacciano sul sagrato della Chiesa Madre. Ai piedi di questa scalinata, un pozzo con ai lati due colonne in granito che sorreggono una traversa che teneva una carrucola. Quelle colonne di antica fattura e di materiale diverso da quello del castello potrebbero provenire dal portico della preesistente Cappella abbattuta quando fu costruita la Chiesa Madre, nel 1521, oppure appartenere ad un vecchio Tempio. I Sanseverino sono una delle casate storiche italiane più illustri, la prima delle sette grandi Case del Regno di Napoli, che arrivò a dominare su più di 300 feudi, 40 contee, 9 marchesati, 12 ducati e 10 principati distribuiti soprattutto tra Calabria, Campania, Lucania e Puglia. Fra i suoi membri si annoverano cardinali, viceré, marescialli e condottieri.
chiesa

3. Dimensioni e andamento

La via è lunga 52 m, la sua larghezza è di 8m. La parte che immette nella strada provenendo dalla piazza è più stretta rispetto alla parte centrale della via stessa. L’andamento è rettilineo e vi è una pendenza nel tratto di strada che porta alla piazza.

4. La struttura della strada
La struttura della strada in Via Chiesa è di tipo antico: la superficie è infatti costituita dalle cosiddette in dialetto cegliese “chiangl” che sono delle pietre antiche dalle dimensioni più o meno grandi, caratterizzate dalla superficie liscia ma con numerose insenature; il colore di queste pietre è nella maggior parte dei casi bianco “sporco”. Nonostante la pavimentazione sia antica si nota in maniera evidente che la conservazione delle pietre è molto buona: questo perché di tanto in tanto il Comune di Ceglie Messapica provvede alla pulizia della pavimentazione stradale. Per quanto riguarda la sicurezza, la strada è abbastanza libera dai pericoli in quanto la vicinanza alla Chiesa Madre fa di essa un luogo pacifico e tranquillo. La strada è leggermente in pendenza e si affaccia su due lati che a loro volta si ramificano  in due strade: dal primo lato si accede al vecchio chiostro comunale e alla Piazza Plebiscito, mentre dal lato opposto si trova la strada che conduce ad una delle porte che nel Medioevo fungeva da difesa per la città.
angolo

 5. Tipo di strada

La strada è una delle più importanti del centro storico: funge da accesso alla Chiesa Madre e al Castello e allo stesso tempo nel vivo del centro storico. E’ frequentata dalla gente che si reca alla Chiesa, da visitatori ed abitanti del centro storico. Non essendo una strada atta al traffico di veicoli è facile intuire che è dotata di una sola carreggiata.

6.   Traffico


Per quanto riguarda il traffico,Via Chiesa è una via in cui il traffico di automezzi è permesso solo ai  residenti,per il resto è permesso solo il traffico pedonale. L’unico tipo di targhe è quello italiano e la via è dotata di un solo segnale stradale dato che solo i pochi residenti sono autorizzati a transitare con gli autoveicoli .

angolo2

7.Sotto la superficie della strada

Il sottosuolo della via non presenta sottopassaggi pedonali  o stazioni della metropolitana perché la città è piccola e per questo non necessita di questi mezzi. Data l’antichità della strada essa non è dotata di marciapiedi ma solamente di tombini installati nel Novecento. Sui tombini, che hanno una forma quadrangolare, è visibile la scritta “Fogna” oppure su altri una sigla “A.P.”. Quando piove l’acqua si infiltra attraverso la pavimentazione che è costituita da lastre di pietra di calcarea e quindi penetra nel sottosuolo portando con se le sostanze contenute.

tombino

8.Servizi pubblici e indicazioni stradali

La strada, essendo di vecchia data, dotata di infrastrutture antiche e trovandosi in una zona non particolarmente frequentata dalla gente è sprovvista di servizi pubblici  e parcheggi; che si trovano in zone più nuove della città. La strada è dotata di un solo segnale che indica un pescrizione di sosta solo per i residenti.

angoletto

9. Tipo e funzione degli edifici

Nella zona la densità degli edifici è alta dato che l’attuale centro storico era in passato il cuore della città, le case sono molto vicine fra loro sia lateralmente che frontalmente: ciò permetteva di attaccare meglio i nemici durante la guerra lanciando loro addosso pentole di acqua bollente o di olio fritto, inoltre, le strette dimensioni delle stradine creavano serie difficoltà di orientamento e movimento ai rivali estranei al luogo. Le abitazioni hanno dimensioni medio grandi tipiche delle antiche abitazioni pugliesi caratterizzate dalla tintura con calce bianca e costruite in pura pietra; al loro interno hanno poche e piccole stanze ed i tetti sono dei classici terrazzini. Oggi queste abitazioni non sono più abitate da molti cegliesi ma perlopiù da stranieri benestanti che le scelgono come residenze estive per le loro vacanze al mare. Gli edifici che si distinguono dagli altri in questa zona sono la Chiesa Matrice ed il castello ducale. La via, anche se piccola, è luogo di esercizio di un parrucchiere. Il suo saloon si trova precisamente di fronte e a destra rispetto al castello e a sinistra della Chiesa, collegato alla stradina che conduce al vecchio chiostro comunale.

scala

10. Attività economiche

La via è famosa per la presenza del Castello ducale e della Chiesa Matrice ma non certo per le sue attività economiche. Le uniche attività presenti consistono in un saloon dove il barbiere, proprietario del locale, svolge la sua attività, un negozio di generi alimentari e lo studio di un medico. In futuro però, verrà inaugurato un ristorante all’interno del Castello Ducale: infatti un celebre ristoratore cegliese ha acquistato un locale nel castello ed appena saranno finiti i lavori di restaurazione del locale il ristorante sarà aperto alla clientela e potrà far gustare ai visitatori la tipica cucina locale.

11. Popolazioni

Via Chiesa è forse l’unica via dell’intera città a non avere residenti ma bensì molte persone che la vivono per la maggior parte della giornata ritornando solo in serata nelle proprie abitazioni. Questo aspetto è alquanto singolare ma c’è una spiegazione  valida alla mancanza di residenti: nella via gli edifici presenti sono solo il castello( al momento inabitato) e la Chiesa e le persone che gestiscono la parrocchia vivono in case situate in altri luoghi della città.

12.Elementi Fisici

Nella via non è presente una particolarmente elevata quantità di verde: si nota della flora soltanto su una parete vicino l’entrata del castello e alcuni vasi con dei fiori posti in prossimità dell’ entrata della chiesa. Per quanto riguarda la fauna non presenziano molte specie di animali ,neanche domestici. Ci sono piccoli insetti volanti ,fra i quali mosche e moscerini, che svolazzano intorno alle pareti del castello ed uccelli che si appoggiano durante il giorno sulle gradinate antistanti la chiesa in cerca di cibo.

scalinata


              Caratteristiche                                                           Min. 0
                     Punteggio                                                               Max. 10


Inquinamento dell’aria                                                               10

Stato di pulizia e pavimentazioni
(polvere, rifiuti, escrementi,                                                         7
pavimentazione della superficie                                                    
stradale e dei marciapiedi)

Aspetto generale (alberi, cespugli
prati, larghezza, armonia delle                                                      6.5    
costruzioni)

Servizi (telefono pubblico,
panchine, cassette per la posta,                                                      5
illuminazione, cassonetti per i
rifiuti etc…)

Rumori                                                                                           4

Sicurezza del traffico (separazione
tra traffico, veicolare e pedonale,                                                    0
sovra e sottopassaggi pedonali,
attraversamenti pedonali, etc…)

Presenza di negozi (soprattutto
quelli dove si acquistano generi                                                       6
d’uso quotidiano

Densità e condizione degli edifici
(spazi ampi o troppo ridotti fra le                                                    6
costruzioni; edifici nuovi e
vecchi;)

Intensità del traffico                                                                         0

Parcheggio (gratuito, a
pagamento, lungo la strada, in                                                          6
zona adiacente)

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