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Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
"Cataldo Agostinelli"
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Ceglie Messapica

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Gemellaggio MACEDONIA
Ottobre 2009



La parola ai nostri alunni
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Nell'ambito del programma di gemellaggio in atto da diversi anni con il Liceo “Goce Delcev” di Kumanovo (Macedonia), il Dirigente Amministrativo Alessandro Neglia, i docenti
Marta Seclì (Liceo Classico), Giuseppe Mazza (I.P.S.I.A.), Ester Locorotondo (I.P.S.S.A.R.) e Rocco Greco (I.P.S.S.A.R.), lo scorso 19 ottobre si sono recati in Macedonia con un gruppo di alunni del "Cataldo Agostinelli".

In occasione della “Settimana della Cultura Italiana nel Mondo”, il 21 Ottobre, l’ I.P.S.S.A.R ha preparato e offerto, per volontà del Dirigente Scolastico Francesco Caramia, alle autorità locali, ai rappresentanti del Liceo “Goce Delcev” di Kumanovo e alle autorità dell’Ambasciata italiana in Macedonia un pranzo, a base di piatti tipici pugliesi, preparati in terra macedone dagli allievi dell'Istituto Alberghiero. Il pranzo è stato realizzato e servito nella sede della casa dello studente di Kumanovo.

In questa manifestazione sono stati impegnati una rappresentanza degli allievi dei tre settori dell’alberghiero: addetti ai servizi di ricevimento, Lucia Specchia e Marina Argentiero; addetti ai servizi di sala-bar, Andrea Caliandro e Zizzi Gianvito; addetti ai servizi di cucina Domenico Zizzi, Giuseppe Fumarola (soci dell’Associazione Provinciale Cuochi di Taranto), Giuseppe Palmisano, Marco D’Aversa, Maria Lucia Lenoci e Pompeo d’Amone, coadiuvati e coordinati dal prof. di cucina Rocco Greco, collare “Cocorum” e consigliere dell’Associazione Provinciale Cuochi di Taranto.
Il gruppo dei ragazzi, fortemente interessato e motivato, si è preparato a questo evento in modo scrupoloso, con l’obiettivo di creare un momento di convivialità, che permettesse di rafforzare l’amicizia tra le due scuole.

Immenso è stato l’entusiasmo e l’impegno manifestato dagli allievi, dal primo momento in cui sono stati avvisati della loro partecipazione, come sottolineano alcuni di loro:
“siamo partiti con l’incognita di che cosa ci aspettasse, di dove avremmo cucinato e servito, di quale attrezzatura avremmo potuto utilizzare; l’unica certezza le materie prime, tutte da noi portate interamente dalla Puglia”.
 “Prima dell’arrivo, ci sentivamo spaesati, poiché sapevamo di doverci adattare a differenti abitudini alimentari e di vita, a un diverso modo di vivere in casa; in realtà, non appena giunti sul posto, noi ragazzi italiani siamo rimasti colpiti dal modo in cui i nostri coetanei macedoni, cordiali, socievoli e molto ospitali, ci hanno accolto”.
 “Quella è stata una delle giornate più belle che abbiamo vissuto: un’ esperienza da custodire nella propria mente, da non scordare più! Abbiamo offerto la presentazione di ogni singolo piatto preparato e dei vini abbinati; devo dire la verità, credo che i Macedoni siano rimasti veramente contenti, anzi, entusiasti, se non sbalorditi … il ringraziamento va tutto al nostro professore, Rocco Greco, e allo chef di pasticceria, Giovanni Bellanova, che ci hanno guidato nella preparazione e nella composizione delle portate”
 “Come aperitivo, abbiamo servito un piatto che racchiude in sé le abitudini alimentari e le tradizioni contadine dei nostri nonni: “frise” al pomodoro, salsiccia di Martina Franca, bruschette con ricotta forte e paté d’olive, focaccia al pomodoro fresco ed origano, pizza rustica alle verdure. Per antipasto, melanzane ripiene (un piatto che occupa da sempre un prestigioso posto nella cucina tipica locale cegliese), accompagnate dal grano pestato, alimento basilare della nostra agricoltura. Come primo, non poteva mancare il piatto principe della cucina pugliese “Orecchiette e cime di rape”; come secondo, abbiamo realizzato il filetto di maiale arrosto con patate “della nonna” (versione moderna delle patate cotte un tempo sotto la cenere) e verze stufate, molto usate nella cucina macedone, per questo appositamente scelte, al fine di gemellare le cucine dei due Paesi. A conclusione del pranzo, come dessert, un tortino al cioccolato con crema inglese e frutta di stagione (uva, ficodindia, melone “a pan” e melograno), intreccio di modernità e tradizione, accompagnato dal tipico “Biscotto cegliese” e dalle paste di mandorla. Il tutto è stato abbinato a vini locali pugliesi: rispettivamente, Prosecco, Negroamaro, Primitivo e Passito.
 
Tutto questo è stato reso possibile dallo spirito di sacrificio, d’adattabilità e di caparbietà che contraddistingue il nostro professore di cucina Rocco Greco”.
Tra le iniziative degne di nota, di cui si è mostrata densa questa settimana, un corso di pasticceria sul “Biscotto cegliese e le paste di mandorle”, tenuto dallo chef pasticcere Giovanni Bellanova, comproprietario dell’ Hôtel-Ristorante “Tre Trulli” a Ceglie Messapica (BR), esperto di “Terza Area” all’Istituto Alberghiero di Ceglie Messapica (BR), collare “Cocorum” e consigliere dell’Associazione Provinciale Cuochi di Taranto.
 

 
La parola ai nostri alunni

Sergio Caramia:

La "frisa" comica in Macedonia!!!!

Dal 19 al 27 Ottobre 2009, in occasione della “Settimana della lingua Italiana nel Mondo” (nell’ambito del gemellaggio in Macedonia, realizzato ormai da cinque anni dal nostro Istituto “ C. Agostinelli”), sono stato ospitato dalla famiglia di uno studente macedone, mio coetaneo. Arrivato a casa sua, ho consegnato il pacco che la mia famiglia aveva preparato, contenente prodotti della nostra tradizione.
Mentre io facevo la doccia, i familiari iniziarono ad aprire il pacco.
Volevano assaggiare subito la “frisa”: il ragazzo la addentò e “rumanì cu li dient a int, pi pic si ni cadn li dient” (i denti rimasero conficcati nella “frisa”, per poco non cadevano i denti).
Allora gli dissi di prendere un po’ d’acqua e di metterla in una bacinella; quando venne da me, la “frisa” era immersa in acqua solo parzialmente; allora, gli dissi di nuovo di mettere più acqua nella bacinella; tornò da me con una bacinella grande con tanta acqua.
Gli chiesi di mettere la “frisa” nell’acqua.
Iniziammo a chiacchierare: … la “frisa na scurdam ind all’acqu” (la frisa ce la siamo dimenticata nell’acqua), tanto che il ragazzo macedone tenta di prendere la “frisa” e gli rimangono solamente due pezzettini sulle dita e tutto il resto si “spridiculat” (sbriciolato).
Ho preso un’altra “frisa”, e l’ho messa nell’acqua, nella giusta quantità d’acqua, questa volta; la estrassi, poi gli ho detto di mettere il pomodoro, “ u tiemb cu mi gir ier mis u pummudor san” ( il tempo di girarmi mise il pomodoro intero).
Noooooo, così presi dalle sue mani il pomodoro, lo spezzai e lo strofinai sulla “frisa”, chiesi di versare un po’ d’olio d’oliva: ne mise “solament na gocc” (solo una goccia) afferrai la bottiglia, e ne ho versato in abbondanza, lui obiettò e dicendo che l’olio costava parecchio.
Consigliai a questo punto di mettete il sale ma ho ricevuto come risposta che era amaro; ho insistito asserendo che ne bastava solo un po’, lo aggiunse contro voglia.
D’un tratto, voltandomi, vidi la madre che stava mangiando qualcosa, uno stelo d’origano, che gli avevo portato, dissi che l’origano non si mangia con lo stelo, ma bisogna sbriciolarlo sulla frisa, ma a lei piaceva molto e continuava a mangiarne.
In conclusione, “pi fa na fris ma per nor” (per preparare una frisa abbiamo perso un’ora)!
Dopo tutto, con questa incomprensione, la “frisa” è stata apprezzata moltissima.


Ora voglio raccontare un episodio che ci vuole far capire che se non studiamo le lingue non possiamo comunicare con persone di altri paesi…..

La prima notte, in cui dovevo dormire a casa della famiglia che mi ospitava, entrato in camera, l’aria era molto fredda.
Diedi un’ occhiata al letto e mi accorsi che c’era solamente un lenzuolo…
Il freddo era davvero brutto, siccome io avevo due pigiami, pensai: “ mo’ me li metto tutti e due”, visto che il freddo era proprio “brutto”; poi mi misi un solo pigiama e andai dalla madre del ragazzo che mi ospitava ; in quel momento, i problemi erano due: il freddo, e non saper comunicare con loro (ci sapev nu pic l’ingles!)
Provavo a spiegare alla madre di Teo la situazione, ma non capiva, quindi cominciai a mimare il freddo (bbbrrrrrrrrrrrrrrr     bbbrrrrrrrrrrrrrr). La madre capì al volo e mi diede un altro lenzuolo, fino come quello che già stava sul letto….il freddo non diminuiva e quindi andai di nuovo dalla madre e feci nuovamente “bbbbbrrrrrrrrrrrrrrr   brrrrrrrrrrrrrrrrrr brrrrrrrrrrrrrrrr”. La madre capì e, questa volta, mi diede una coperta pesante… mi veniva da ridere, perché vedevo un enorme buco al centro della coperta….
La misi sul letto; all’inizio, sembrava riscaldarmi, ma c’era un problema: non mi sentivo più le ginocchia. Erano gelate…a causa del buco!!
Cercai ancora una volta la madre e mimai di nuovo: “bbbbrrrrrrrrrrrrrrrrr  brrrrrrrrrrrrrrrrrrrr brrrrrrrrrrrrrrrrrrrr”;  la madre capì anche questa volta, ma aveva un’espressione seccata, come se si fosse stancata .
Andai in camera,  dopo due minuti arrivò la madre con una stufa. La accese al massimo e io tutta la notte ho sofferto nu cat’… ca manc’ a mar’ u sent’…



Maria Lucia Lenoci:
Per me il gemellaggio in Macedonia è stata un'esperienza fantastica, piena di emozioni che secondo me ognuno dovrebbe provare. In Macedonia ho conosciuto molti ragazzi che ci hanno accolto veramente bene, con grande ospitalità e io me ne sono accorta dagli atteggiamenti che mostravano verso di noi: ci davano l’impressione di conoscerci già da molto tempo e questo era molto bello perché, anche se lì siamo stati otto giorni, siamo stati accolti in una grande famiglia, “quella macedone”, che con gioia è riuscita a farci emozionare nei vari momenti vissuti insieme, compreso quello dell’addio!!! Un'emozione intensa e un viaggio fantastico che io vorrei sicuramente rifare, anzi più di una volta!!! Anche se con loro era difficoltoso comunicare verbalmente, riuscivamo comunque a capirci l’un l’altro con parole semplici e a gesti!!! Una delle cose che mi ha colpito molto è stata quella di essere stati capaci di volerci bene anche se eravamo persone totalmente estranee, di paesi diversi e di personalità diverse… Abbiamo capito cosa c’è dall’altra parte dell’Italia: un paese ricco di tradizioni e molto ospitale.

Nei giorni a seguire, abbiamo organizzato una piccola cena per loro, presentando i nostri piatti tradizionali pugliesi (focaccia, bruschette, melanzane ripiene, orecchiette integrali con rapa, filetto di maiale arrosto e patate e infine un tortino di cioccolato accompagnato con frutta). A preparare tutto questo è stato un gruppo veramente eccezionale, che, pur nelle piccole difficoltà, è riuscito a gestire il tutto presentando piatti tipici pugliesi. Quella giornata è stata una delle più belle che noi abbiamo vissuto: un'esperienza da conservare per sempre nella propria mente!

Abbiamo presentato tutti i piatti preparati e, devo dire la verità, secondo me i macedoni sono rimasti veramente soddisfatti. Il ringraziamento lo dobbiamo tutto ai nostri professori (Rocco Greco e Giovanni Bellanova) che ci hanno aiutato nella preparazione e nella composizione dei piatti, ma anche al nostro team eccezionale formato da Gianvito Zizzi, Andrea Caliandro, Lucia Specchia, Marina Argentiero, Giuseppe Palmisano, Domenico Zizzi, Pompeo d’Amone, Giuseppe Fumarola, Marco D’aversa, Lenoci Maria Lucia. Cosa dirvi adesso? Buona lettura e grazie della vostra attenzione!!!!


Lucia Specchia:
Commentare questa esperienza con le solite frasi “è stato bello,ci siamo divertiti” è riduttivo e troppo monotono, come scrisse Dante: ‘n intender no la può chi no la prova! e un’esperienza che si può solo vivere non ha commenti che la possono descrivere. Ci ha aiutato a migliorare in tante cose e a capire che forse noi italiani dovremmo essere più ospitali e lasciare da parte i pregiudizi  su alcuni paesi solo perché non sono “ricchi” come il nostro ….


Giuseppe Fumarola e Gianvito Zizzi:
Purtroppo è terminata questa magnifica avventura...
È stata, per tutti noi, un’esperienza indimenticabile.
Lunedì 19 ottobre, alle ore 19, siamo partiti per la tanto attesa Macedonia. Eravamo tutti felici e impazienti per ciò che ci aspettava. Avevamo atteso tanto quel momento che era finalmente arrivato. Alle ore 21 circa, siamo arrivati al porto di Bari dal quale dovevamo imbarcarci per Durazzo. Dopo aver passato una lunga notte in nave, alle prime luci dell’alba, martedì 20 ottobre siamo arrivati in Albania. Per tutti noi questo luogo sembrava insolito, poiché eravamo colpiti dalle condizioni di vita presenti. Dopo un piccolo problema alla dogana Albanese, ci siamo avviati per Kumanovo. Eravamo tutti stanchi del viaggio, ma sapevamo che questo piccolo sacrificio sarebbe valso a qualcosa.
Dopo un lungo viaggio, alle 18.30 circa, siamo finalmente arrivati a Kumanovo nel liceo Goce Delcev. Qui ci attendevano, ansiosi, tutti i ragazzi macedoni. Abbiamo ricevuto un’accoglienza veramente speciale. Tutti noi italiani eravamo ansiosi di sapere chi fosse il ragazzo o la ragazza che ci avrebbe dovuto ospitare; dopo averci assegnati alle famiglie, ci hanno accompagnato nelle rispettive abitazioni, in cui abbiamo fatto conoscenza con le famiglie. Naturalmente eravamo tutti spaesati, poiché sapevamo di doverci adattare alle loro abitudini di vita, completamente diverse dalle nostre, dal modo di vestire, dal modo di vivere in casa, alle abitudini alimentari…

Come previsto, dopo la prima cena in famiglia, ci siamo riuniti e abbiamo trascorso la serata insieme ai ragazzi macedoni, facendo subito amicizia. Tutti noi ragazzi italiani siamo rimasti colpiti dal modo in cui i ragazzi e le ragazze macedoni si presentavano: cordiali, socievoli e molto ospitali.

Mercoledì 21 ottobre, dopo esserci riuniti d’avanti al liceo, alcuni ragazzi dell’istituto alberghiero, si sono divisi dal gruppo, per preparare e servire ad alcuni professori del liceo e vari rappresentanti dell’ ambasciata italiana e macedone, alcuni piatti tipici della nostra tradizione alimentare pugliese; con il professore R. GRECO, il pasticciere G. BELLANOVA e D. ZIZZI, gli alunni F. GIUSEPPE, Z. GIANVITO, C. ANDREA, M. D’AVERSA, P. GIUSEPPE, D. POMPEO, L. MARIA LUCIA, LUCY e MARINA ci siamo cimentati svolgendo questo particolare “servizio”, descrivendo inoltre tutte le preparazioni ed i vini ad esse abbinati. Dopo aver terminato questa degustazione, ci siamo diretti nelle rispettive abitazioni.. intorno alle ore 17, ci siamo diretti tutti nel liceo per svolgere quiz sulla cultura macedone, per i ragazzi italiani, quiz sulla cultura italiana per i ragazzi macedoni. Tutto questo è stato molto divertente. Ritornati in casa, dopo cena ci siamo nuovamente riuniti per trascorrere una bellissima serata insieme.

Giovedì 22 ottobre, tutti insieme ci siamo diretti a SKOPJE per visitare la capitale. È stato molto divertente ed emozionante. Ritornati a Kumanovo, abbiamo trascorso la serata a scuola assaggiando particolari piatti tradizionali preparati dalle famiglie macedoni.

Venerdì 23 ottobre, abbiamo trascorso la giornata, liberamente con le rispettive famiglie macedoni e passando, comunque, la serata, ancora tutti insieme. Ogni sera era una serata unica, poiché trovavamo sempre il modo di divertirci e, dovunque ci trovavamo, facevamo amicizia con tutti e ci facevamo conoscere per il nostro carattere tipico italiano…

Sabato 24 ottobre, dopo esserci riuniti davanti al liceo, siamo partiti per andare a visitare alcune chiese e musei… dopo aver pranzato in un ristorantino, ci siamo diretti nuovamente per Kumanovo.

Dopo essere ritornati in famiglia, abbiamo trascorso la serata nella casa dello studente preparando e servendo inaspettatamente ai ragazzi macedoni delle semplici preparazioni di “pasta” e “dolci”… è stato un vero successone; questo dimostra la bontà dei prodotti tipici italiani apprezzati in tutto il mondo!

Domenica 25 ottobre, alle 7.30 circa ci siamo riuniti davanti al liceo per dirigerci a Ohrid…

Qui, con immenso dispiacere, abbiamo salutato le rispettive famiglie. Dopo un lungo viaggio, durante il quale abbiamo effettuato delle soste per visitare vari musei, chiese e il paesaggio lacustre, alle ore 18 circa siamo finalmente arrivati nell’hotel “Belvedere” in Ohrid. Dopo esserci sistemati in albergo, abbiamo trascorso la serata tutti insieme, tra danze e canti tradizionali macedoni…
L’indomani mattina, dopo aver fatto colazione, ci siamo diretti nel paese per visitarlo. dopo aver fatto, anche, “shopping”, intorno alle ore 13 ci siamo diretti nel ristorante per l’ultimo pranzo insieme..., quindi, in seguito a strazianti saluti, siamo purtroppo partiti per la nostra Italia tra lacrime e tristezza…


 

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i nostri prodotti tipici


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antipasto


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melanzane ripiene


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orecchiette e rape


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filetto di maiale arrosto


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paste di mandorla


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frutta in bellavista e dessert


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foto di gruppo


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